Angelo Baccelloni è Professore di Marketing presso il Dipartimento di Business Administration e la Frank J. Guarini School of Business della John Cabot University. Svolge inoltre attività didattica nella stessa area disciplinare presso la Luiss Guido Carli, la Luiss Business School e la Sapienza Università di Roma. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Marketing presso la Sapienza Università di Roma ed è Ricercatore Senior presso il centro di ricerca X.ITE della Luiss Guido Carli, dove collabora regolarmente con organizzazioni e partecipa a progetti di ricerca applicata in diversi settori industriali. Nel corso della sua carriera ha approfondito le metodologie della ricerca attraverso esperienze presso la University of Michigan, la University of Cambridge, la University of Oxford, la Erasmus University Rotterdam e la University of St. Gallen. I suoi principali interessi di ricerca includono i sistemi di supporto alle decisioni, gli agenti intelligenti, l'influenza sociale e il comportamento online. Alla ricerca affianca il lavoro con le imprese, traducendo i risultati in decisioni concrete. Ha misurato l'impatto sociale dei punti vendita di McDonald's Italia , il valore percepito della fibra ottica per Enel e Open Fiber , l'efficacia della campagna di nation branding di ICE — Italian Trade Agency in 25 Paesi e la comprensione delle etichette nutrizionali fronte-pacco per Federalimentare . Ha lavorato sull'intelligenza artificiale generativa con ITA Airways · Lufthansa e Intesa Sanpaolo , sulle dinamiche intergenerazionali con Fincantieri , su metaverso e apprendimento con Meta , sul lancio di un farmaco con AbbVie e sulla maturità digitale delle PMI con Confartigianato . Tra le altre collaborazioni: Ferrero , Renault , Intesa Sanpaolo , Automobile Club d'Italia , Fondazione Banfi e Rome Technopole . È coautore di Weak Ties Marketing (Pearson, 2026).
Il potere nascosto dei legami deboli nelle strategie di marca. Di Marco Francesco Mazzù e
Angelo Baccelloni, prefazione di Michele Costabile, collana Prospettive di Marketing · SIM.
Quando l'algoritmo è troppo bravo
Un sistema di raccomandazione molto specializzato sembra la soluzione ideale: impara i nostri gusti e propone sempre il contenuto giusto. La mia ricerca mostra però un costo nascosto: quando l'algoritmo si adatta troppo alle preferenze passate, le alternative si restringono e la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo si riduce.
Per le aziende la lezione è chiara: un buon sistema di raccomandazione non deve solo indovinare ciò che piace, ma anche rimettere in discussione l'idea che si è fatto del cliente, lasciando spazio alla varietà invece di chiuderlo in una bolla.
Legami deboli, grande influenza
Gli algoritmi non si limitano a collegare i prodotti alle persone: costruiscono reti di influenza implicite, fatte di connessioni indirette che di solito restano invisibili. Spesso sono proprio i legami deboli — i contatti occasionali, non gli amici più stretti — a farci scoprire qualcosa di nuovo.
L'analisi delle reti rende queste connessioni visibili e misurabili. Capire come circola l'influenza permette di progettare meglio le raccomandazioni, i contenuti e le strategie di passaparola.
Ti fidi di più di un umano o di un'AI?
La stessa raccomandazione ha un peso diverso a seconda di chi la formula: se arriva da un esperto in carne e ossa o da un'intelligenza artificiale cambiano la fiducia, le reazioni e le scelte del consumatore.
Non esiste però una risposta valida in ogni situazione: per alcuni prodotti l'intelligenza artificiale risulta più convincente, per altri resta decisivo il contributo umano. Sapere quando ricorrere all'una o all'altro è una leva concreta di marketing.
Leggere la tempesta prima che scoppi
Le crisi di marca raramente esplodono all'improvviso: nelle conversazioni online lasciano segnali deboli, giorni o settimane prima. La difficoltà sta nel riconoscerli in tempo.
Distinguere il linguaggio delle emozioni da quello della mobilitazione aiuta a capire se una conversazione è soltanto accesa oppure si sta organizzando in una protesta. È uno schema di lettura utile, non una previsione certa.
Un'etichetta può cambiare cosa mangi?
Le etichette nutrizionali sul fronte della confezione non sono un dettaglio grafico: il modo in cui sono disegnate incide su quanto capiamo, su quanto ci fidiamo e su ciò che scegliamo davanti allo scaffale.
In esperimenti condotti in più Paesi, le etichette più informative favoriscono scelte più consapevoli, con differenze significative tra i vari formati e tra le culture.
Un calice di vino tra fisico e digitale
Nel lusso conta soprattutto l'esperienza. Nell'ospitalità enologica di alta gamma il digitale e il fisico non sono in competizione: si integrano per rendere la visita più memorabile.
Applicando un modello esperienziale (le quattro E: intrattenimento, educazione, estetica ed evasione), la ricerca mostra come la tecnologia possa entrare nel racconto della marca invece di restare un semplice espediente.
La sostenibilità è un gioco di equilibri
La sostenibilità non si misura con un solo indicatore: è l'equilibrio tra dimensioni che spesso entrano in conflitto tra loro. Guardarla come un sistema, con gli strumenti della system dynamics, aiuta a rendere espliciti i compromessi.
Per le imprese significa evitare le scorciatoie: migliorare un singolo indicatore può peggiorarne un altro, se non si ragiona sull'insieme.
Cosa vogliono i nuovi consumatori cinesi
Il mercato cinese cambia rapidamente e i marchi del Made in Italy devono seguirne l'evoluzione. Conoscere le tendenze, le aspettative dei consumatori e i canali di vendita è decisivo per non perdere terreno.
La ricerca, costruita raccogliendo il punto di vista di esperti del settore, mette a fuoco le opportunità e le difficoltà per chi vuole crescere in un contesto così dinamico.
Quando a fare pubblicità è un avatar
Gli influencer virtuali e le campagne generate con l'intelligenza artificiale aprono possibilità nuove, ma toccano un punto delicato: quanto il pubblico percepisce la marca come autentica. Non tutto ciò che si può automatizzare conviene davvero.
La credibilità e la capacità di coinvolgere dipendono da come questi strumenti vengono progettati e presentati: la tecnologia va usata con criterio, non solo perché è disponibile.
Pagare senza contanti, capire la finanza
Dalla società senza contanti all'educazione finanziaria dei più giovani: il modo in cui paghiamo e comprendiamo il denaro fa parte della vita quotidiana e orienta le scelte di consumo.
Capire da che cosa dipende la cultura finanziaria aiuta le istituzioni e le imprese a costruire strumenti e messaggi più utili, soprattutto per le nuove generazioni.